La scuola intercetta un disagio di civiltà, un disorientamento che riguarda bambini e adolescenti, a cui non sa rispondere. Servono un uso prolungato degli spazi scolastici e un rinnovo dei metodi e dei contenuti del fare scuola, coinvolgendo soggetti qualificati del territorio. Occorre reimmaginare modi e forme per cui l’educazione non è delegata nel suo complesso solo all’istituzione scuola ma trovi opportunità, spazi e risorse nei territori